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Accanto all'assistenza sanitaria gratuita, sovvenzionata dal Comune,
venne aperto, nel 1819 l'Ospedale di S. Carlo, grazie al legato
del Canonico Ottavio Fieschi e nel 1847 venne edificato l'immobile,
ora noto con il nome di Infermeria.
Nel 1863 venne fondata la società degli operai per l'Istruzione
e il Mutuo Soccorso che si sciolse solo nel 1935.
L'importanza di Masserano cominciò a scemare agli inizi
del Novecento,
malgrado la popolazione si aggirasse sulle 4.300 unità: l'economia
prevalentemente agricola non era più in grado di soddisfare
le esigenze di un simile aumento demografico. Neppure la coltivazione
delle terre della Baraggia, messe in vendita a lotti a partire dal
1882, riusciva a sostenere gli abitanti che intrapresero la via
obbligata dell'emigrazione sia temporanea sia permanente.
Francia, Svizzera, Africa e Americhe erano le mete da raggiungere
per i Masseranesi che da contadini si trasformavano in muratori,
scalpellini, falegnami, carpentieri, camerieri, minatori ecc. L'emigrazione
era in forte espansione dopo la Prima Guerra Mondiale.
A partire dagli inizi del Novecento, Masserano, tagliata fuori
dalle grandi vie di comunicazione, vide svilupparsi centri industriali
nella Valle di Mosso, verso cui piano piano si indirizzò
anche il lavoro femminile nelle fabbriche tessili. Solo tra il 1920
e il 1921 aprì in paese il Lanificio Zegna che assorbiva
buona parte dell'attività femminile locale.
continua... |
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