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A Paolo Besso succedette nel 1667 il figlio secondogenito Francesco
Ludovico (1638-1685) che sposò Cristina Maria Simiana, da
cui ebbe sei figli. Riconfermò privilegi, immunità
e statuti. Il suo governo fu costellato da ricorsi alla Santa Sede,
per cui Papa Clemente IX Rospigliosi, stanco di Masserano e delle
sue controversie, nominò Sovrintendente per Masserano e Crevacuore
il Nunzio Apostolico di Torino.
Malgrado Francesco Ludovico, nel 1668, fosse investito del feudo,
il suo potere nelle cause giudiziarie divenne nullo, poichè
la Santa Sede giudicò irrite le sentenze emesse a Masserano.
Sotto di lui in pratica si stabilì che il ricorso alla S.
Sede dei Masseranesi è legittimo per controversie tra feudatari
e sudditi.
Nel 1685 gli succedette Carlo Besso (1663-1720) che sposò
Ippolita Cristina, figlia riconosciuta di Carlo Emanuele di Savoia
e Giovanna Trecesson.
Egli emanò gride contro bestemmiatori, giocatori d'azzardo,
osti che permettevano il gioco; contrastò ladri e falsari
(un tale Antonio Moja, ucciso in carcere nel 1686, venne appeso
per un piede, a monito per malfattori, al pozzo presso l'Albo Pretorio).
Emanò anche nel 1691 un decreto contro gli "sfrosatori"
(contrabbandieri di sale). I fermenti popolari, però lo indussero
a fuggire. Nel 1692 la sommossa contro il principe costrinse molti
Masseranesi a chiedere diritto d'asilo S. Teonesto, mentre il principe
chiese soldati ai Savoia.
Altri tumulti si verificarono negli anni 1699 e 1700: in conseguenza
di ciò la Santa Sede, su richiesta del Comune, tolse a Besso
ogni giurisdizione sul feudo: il Breve di Papa Clemente XI Albani
del 1705 istituì l'abate Guinigi Commissario Pontificio e
Visitatore Apostolico.
continua...
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