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Vittorio Amedeo Ferrero Fieschi intanto proseguì nella politica
delle riforme in Masserano: stabilì che il Consiglio Comunale
nuovo dovesse rinnovarsi ogni 3 anni; dovesse essere composto da
persone istruite e non legate da rapporti di parentela; la Credenza
invece continuò ad essere composta da tutti i capi famiglia.
Nel 1740 una legge proibì l'uso dei coltelli biellesi, per
evitare ferimenti in caso di risse.
Le rivendicazioni del principe dei suoi diritti feudali ereditati
ed il desiderio del Papa di "sbarazzarsi" del feudo indussero
Benedetto XIV Lambertini (Bolla d'Oro del 1741) a stipulare un Concordato
con i Savoia: Carlo Emanuele III divenne, con i suoi eredi, Vicario
perpetuo di Masserano, Crevacuore e delle altre terre in Piemonte.
Nel 1743 succedette Vittorio Filippo Amedeo Ferrero Fieschi (1713-1777)
che divenne ambasciatore straordinario per la Spagna in Inghilterra.
Sotto di lui, nel 1753, Carlo Emanuele III di Savoia ottenne da
Papa Benedetto XIV, il Diretto Dominio Subalterno su Masserano,
Crevacuore, ecc., dietro corresponsione di 450 scudi romani alla
Mensa Episcopale di Vercelli.
Poco dopo, con Convenzione del 20
marzo 1767, Vittorio Amedeo F.F. vendette ai Savoia il Principato
di Masserano e il Marchesato di Crevacuore, per 400.000 lire: tale
atto comportò la cessione di tutti i diritti feudali ai Savoia.
A sua volta il Savoia investì Vittorio Amedeo F.F. con il
diritto di trasmettere il titolo ai suoi discendenti in linea maschile
e in via transitoria, per una volta soltanto, in linea femminile:
proprio ciò avrebbe scatenato una causa di successione molto
ingarbugliata.
continua... |
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