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Codesta investitura comportò per il Ferrero Fieschi il pagamento
di 30 scudi romani d'argento, che già versava alla Santa
Sede, e la possibilità di esercitare la bassa giurisdizione,
di nominare i notai e di diminuire il numero dei Consiglieri Comunali
(nella misura di 6 più il sindaco). Era l'anno 1772.
Cinque anni dopo gli succedette l'ultimogenito, avuto da Carlotta
Luigia di Mombazon, Carlo Sebastiano F.F. (1760-1826). Uomo d'armi,
sposò a sedici anni Adelaide de Bethune-Polonie. Durante
il suo governo a Masserano c'erano circa 3.500 anime e si rese necessario
un servizio di posta, istituito nel 1790: un pedone o corriere postale
portava le missive a Novara, da dove più speditamente giungevano
a Roma o ad altre destinazioni. Proprio a Roma un nutrito gruppo
di emigranti Masseranesi viveva praticando lavori diversi; tra essi,
nel corso del tempo, due sarebbero emersi: il soprano Caterina Fatta
di Cacciano e l'archeologo Orazio Marucchi.
Le attività prevalenti dei Masseranesi nella seconda metà
del XVIII secolo erano: l'agricoltura, il commercio di granaglie,
vino e carni. I traffici commerciali erano favoriti dal mercato
settimanale del Mercoledì e da ben tre fiere: quella di S.
Bernardo, il 15 giugno, di S. Giacomo, il 27 luglio e di S. Simone,
il 28 ottobre, oltre che dalle esenzioni di molte gabelle.
L'artigianato era fiorente per bottai, ebanisti, liquoristi, orologiai,
ottonai, calzolai; fabbricanti di torchi da vino e da olio operavano
accanto ad artisti del ferro battuto, tipografi, fabbricanti di
carte da gioco e di ceri, armaioli, spezieri, mugnai; esistevano
altresì battenderie (piste per la battitura della canapa),
fitterie per la concia delle pelli e una cava di pietra a Rongio.
continua...
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