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Nel 1784 il Dazio di Masserano venne uniformato a quello del Regno
Sabaudo. L'anno successivo venne introdotto il sistema dei pesi
e delle misure del Regno stesso insieme alla designazione delle
reclute, antenata del servizio militare obbligatorio, nel 1786.
Quest'ultima innovazione vide contrari i Masseranesi, spesso renitenti
alla leva e spesso rifiutati dall'esercito Sabaudo, perché
di statura inferiore a quella richiesta (cm. 165). Reclutamento
e Bandi Campestri scatenarono ancora una volta il malcontento negli
anni 1777 e 1790. Le limitazioni imposte in Baraggia comunale fecero
sì che gli abitanti di Rongio scardinassero la porta di S.
Rocco, una delle quattro principali porte di difesa del paese. I
ribelli, arrestati da 650 soldati, furono condotti in carcere a
Biella.
Aggregati dal 1798 a Vercelli i poteri giurisdizionali ed economici
di Masserano e Crevacuore da parte del Re di Sardegna, Masserano
perse di fatto l'autonomia e con la Nuova Municipalità, nata
ad opera dei Francesi, inneggiò alla libertà, cui
innalzava l'Albero. Fuggito però il generale Joubert, i liberatori
saccheggiarono il castello, bruciarono i mobili, i quadri e i documenti,
oltre agli attrezzi della zecca.
Al posto della libertà c'era ora la liberazione francese,
che tra l'altro espulse nel 1802 i Francescani sia da San Teonesto,
sia da Santa Barbara.
Le ultime vicende dei Ferrero Fieschi furono complesse e comportarono
liti per l'eredità e la successione. Se ne dà quindi
solo un breve cenno.
continua... |
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